D’improvviso…la luce (suddenly… the light) by fusanifulvio

La foto è stata scattata sulla costa di Santa Maria di Leuca, nei pressi di Punta Ristola.
Dall’ottobre 2006 il territorio di Santa Maria di Leuca rientra nel Parco Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.Una famosa leggenda narra che Santa Maria di Leuca sarebbe stata il primo approdo di Enea. Successivamente sarebbe qui approdato San Pietro, il quale, arrivato dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione, per poi giungere a Roma.Punta Ristola è la parte più estrema del Salento. Geograficamente ha un’importanza straordinaria perché si trova nella parte terminale del golfo di Taranto e per la navigazione è un punto di orientamento per entrare nel Canale d’Otranto.
The photo was taken on the coast belonging to Santa Maria di Leuca, near Punta Ristola.
Since October 2006, the territory of Santa Maria di Leuca is part of the Park Costa Otranto – Santa Maria di Leuca and Tricase Forest, established by the Puglia Region in order to safeguard the east coast of Salento, rich in precious architectural monuments and important species of animals and vegetali.Una famous legend, Santa Maria di Leuca was the first landing of Aeneas. He would later landed here St. Peter, who arrived from Palestine, he began his work of evangelization, and then on to Rome. Punta Ristola is the most extreme of Salento. Geographically it has an extraordinary importance because it is located in the terminal part of the Gulf of Taranto and navigation is an orientation point to enter the Strait of Otranto.

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La campagna salentina by fusanifulvio

Una delle risorse primarie del Salento è senza dubbio l’agricoltura, come si può notare semplicemente passeggiando per le strade del Salento, essa èbasata prevalentemente sulla coltivazione dell’ulivo, della vite e del fico. Immersi nei colori contrastanti del verde e del marrone, non passano certamente inosservate costruzioni quali i “trulli” o “pajara”. Per questo nei campi sorgevano i “trulli” che erano delle piccole case che ospitavano la famiglia del contadino. Realizzate dai contadini con le pietre raccolte sul terreno, queste singolari abitazioni, usate da loro come ripari temporanei o giornalieri, le troviamo disseminate su tutto il territorio salentino. In genere in passato i contadini si trasferivano nei trulli con le loro famiglie e portavano l’essenziale, un tavolo, un trepiedi per cucinare, un tegame di rame e pochi piatti di terracotta.
One of the primary resources of Salento is undoubtedly agriculture, as you can see just by walking through the streets of Salento, it is based mainly on the cultivation of olives, vine and fig tree. Immersed in the contrasting colors of green and brown, certainly not go unnoticed constructions such as “trulli” or “slut”. Why in the fields they stood the “trulli” that were of small houses that housed the family farmer. Made by farmers with stones collected on the ground, these unique homes, used them as temporary shelters or daily, we find them scattered throughout the Salento. Typically in the past the farmers were moving in the trulli with their families and brought the essentials, a table, a tripod for cooking, a copper pan and few earthenware dishes.

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After the rain by fusanifulvio

Tricase (Le)
La Chiesa di San Domenico, è annessa al convento dei Domenicani, la cui fondazione è attestata nel XV secolo. La chiesa fu edificata tra il 1679 e il 1704, su un preesistente impianto devastato più volte dai Turchi tra XV e XVI secolo. La facciata, ultimata nel XVIII secolo, presenta un portale sormontato dalla statua di San Domenico di Guzmán e dai busti di San Pietro e San Paolo, titolari del convento. L’interno, a navata unica, è scandito da otto profonde cappelle intervallate da statue policrome di santi domenicani. In fondo alla navata, dietro all’altare maggiore, è collocato il coro, intagliato in legno di noce.
Il territorio di Tricase rientra nel Parco Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Di particolare interesse naturalistico sono le querce vallonee, esemplari di alberi unici in tutta l’Europa occidentale, esistenti solo nel Salento e nei Paesi Balcanici.

The Church of San Domenico, is attached to the convent of the Dominicans, whose foundation is attested in the fifteenth century. The church was built between 1679 and 1704, over an existing devastated several times by the Turks in the fifteenth and sixteenth century. The facade, completed in the eighteenth century, has a portal surmounted by a statue of St. Dominic and the busts of St. Peter and St. Paul, the owners of the convent. The interior, a single nave, is punctuated by eight deep chapels alternated with polychrome statues of Dominican saints. Down the aisle, behind the main altar it is placed the choir carved in walnut.
The territory is part of Tricase Park Costa Otranto – Santa Maria di Leuca and Tricase Forest, established by the Puglia Region in order to safeguard the east coast of Salento, rich in precious architectural monuments and important species of animals and plants. Of particular interest are the oaks Vallonias, specimen trees unique in all of Western Europe, existing only in Salento and the Balkans

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